Uniti si vince... mi sa che mi dò prigioniero.
Il sindacato italiano si presenta all’appuntamento della maggiore crisi economica della storia moderna assolutamente impreparato e indebolito, al centro di aspre critiche che arrivano dal governo, dalla controparte, e dalla base. Come mai? Una premessa, chi dice che il sindacato è inutile e dannoso, è un cretino ignorante come le foche cretine e ignoranti. Il sindacato è stato ciò che ha permesso a milioni di lavoratori, alcuni dei quali sono poi diventati imprenditori, di affrancarsi da secoli di semi schiavitù lavorativa che ha impedito, e in molti paesi ancora impedisce, alla stragrande maggioranza della popolazione umana di raggiungere un minimo livello di dignità, fino alla metà del 20° secolo, per quasi tutti i cittadini italiani ed europei esisteva il Signor Padrone, con diritti poco meno che feudali sui propri dipendenti, molti “datori di lavoro” imbecilli che oggi combattono il sindacato dimenticano, o probabilmente ignorano, che il loro attuale posizione probabilmente non avrebbe mai potuto realizzarsi in un mondo senza sindacato, dove la possibilità di movimentazione sociale era limitata in modo quasi totale. Detto questo, se approvo incondizionatamente l’istituzione, non approvo altrettanto ciò che è diventata in Italia. Cos’è che io rimprovero al sindacato italiano? Di aver fatto ciò che avrebbe dovuto combattere, cioè ha creato delle aree di privilegio, e lo ha fatto all’interno della classe dei lavoratori, creando cosi le premesse di una divisione di fatto con conseguente ovvio indebolimento.
Poveri pensionati...
Lo ammetto, sono irritato dal bombardamento continuo dei media sui “poveri pensionati”, categoria che viene sempre presentata come debole e bisognosa d’aiuto, ma vi chiedo: è davvero così?. Ve lo domando perché nel mio giro di conoscenze ci sono si dei pensionati poveri, ma molti non lo sono affatto, anzi… . Pochi mesi fa un mio collega pari grado, 59 anni, è andato in pensione a 1740 euro al mese, poco più di quanto guadagni io a 48 anni, (e visto l’aria che tira dubito fortemente che la mia situazione potrà migliorare, anzi, temo che peggiorerà ), ed è una situazione che mi risulta non essere eccezionale.
Casa mia casa mia, per piccina che tu sia COSTI come una badia
L’immobile in cui si vive è davvero un investimento oggi? Non è semplice rispondere, anche perché vi sono moltissime variabili, però, secondo me, lo è molto meno di com’era anni fa.
Provate a fere una piccola inchiesta tra i vostri conoscenti, specie chi ha comprato una casa anni fa, e cercate di confrontare il rapporto costi benefici basandovi sull’unico parametro a mio parere utilizzabile, il rapporto costo casa/stipendio medio.
Mutui subprime! Mamma mia come sono sospettoso!
Cosa sono i mutui subprime? Sono quei mutui che in Italia si concedono, ad esempio, a chi ha un lavoro atipico: un livello di rischio superiore alla media, ma comunque niente di eccezionale o anomalo. Tuttavia sono stati il detonatore di quella che sembra diventare la più grave crisi finanziaria che si ricordi. Perché? Negli USA hanno cominciato ad essere concessi con grande facilità mutui rilevanti a persone che avevano affidamento minimo, utenti che era improbabile che potessero far fronte all’impegno se non in una fase iniziale con rate particolarmente leggere. La domanda che ci si pone è stata: perché è stato fatto? Ovvia la motivazione di chi ha contratto il mutuo: non ho niente da perdere, se va bene, avrò una casa, se andrà male, tornerò come prima… pazienza. Ciò che non si spiega è il perché questi mutui siano stati erogati: bontà d’animo? AHAHAHAH. Chi, le banche e le finanziarie? Non scherziamo. Ma allora? La logica del credito come volano dell’economia? Mmmmmhh… può essere, ma non mi convince molto. Altre teorie?
Nessuno ha un ombrello da prestarmi? Mi sa che piove... e non dico cosa!
Il risultato di tutto questo è stata un’enorme quantità di obbligazioni che non possono essere onorate,denaro prestato che non può essere restituito. Dove sono finiti tutti questi assets velenosi? Chi li ha creati? Quanti sono? Cos’è stato garantito? Da chi? E questo chi, ha i mezzi per onorare gli impegni? Queste domande sono corse come un vento gelido nelle stanze del potere finanziario. Immaginate un costruttore che scopre che nel suo altissimo grattacielo molti dei pilastri sono stati fatti con materiale inidoneo, ma non si sa ne quanti ne quali ne dove sono, ma solo che sicuramente cederanno. Situazione spiacevole, vero? Già i costi di intervento strutturale sono elevatissimi, probabilmente pari al costo del grattacielo stesso, ma il vero guaio è che si ha poco tempo per intervenire perché i primi pilastri hanno cominciano a cedere, e ciò naturalmente crea una reazione a catena sull’intera struttura.


