Home

Login utente

Chi è online

Ci sono attualmente 0 users e 2 visitatori collegati.

crisi economica

ECONOMIA OVVERO AMMINISTRARE LE COSE DOMESTICHE


titanic.jpg

Ciò che fino ad ora non è avvenuto è proprio il prendersi cura delle “cose domestiche”. Mutui subprime, manager strapagati, denaro virtualizzato, finanza creativa, abuso di credito al consumo, strutture rigide, scelte politiche scellerate, mezzi d’informazione omertosi, in un vorticoso mix hanno travolto e stanno travolgendo ciò che è rimasto di un sistema economico che si credeva o ci hanno fatto credere solido. Minato alle fondamenta dal crollo delle grandi banche Lehaman Brothers in testa, è iniziata



Che bello il mare in tempesta, godetevelo. Perchè indosso un salvagente? S'abbina all'abito.


mare in tempesta.jpg

Nessuna novità. La tempesta continua e cresce. Interventi finanziari di livello mai visto sono inghiottiti come nulla fosse, non increspano neppure la superficie della palude. 2/3.000 miliardi di dollari!!! Sono cifre astronomiche, eppure non c’è reazione degna di nota, i licenziamenti aumentano in continuazione, le aziende soffrono il panico dilaga e non si trova una via d’uscita.



Chi ha dato ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto ha avuto, scordiamoci il passato….


bb.jpg

Chi ha dato ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto ha avuto, scordiamoci il passato….
Se c’è un verso che riassume la stupidità Napoletana prima e Italiana poi, è proprio questo! Che cavolo significa? Che chi è stato furbo vince e chi è stato fregato deve dimenticare e anche perdonare? In modo che ci fottano di nuovo?



Venale? Si,da essere quasi arterioso


Ma secondo voi, la gente lavora per divertimento? Ve lo chiedo perché a sentir parlare i politici ed esperti vari, sembra che il lavoro sia una cosa a sé, settimana corta, lunga, media, se ne parla appassionatamente senza accennare ad un piccolo insignificante particolare: il salario. Ora, io credevo che il lavoro non fosse un fine, ma un mezzo per arrivare ad uno stipendio, ma forse sono venale. Se così non è fatemelo sapere, io il mio lavoro lo cedo volentieri in cambio di un vitalizio di uguale valore. E non voglio neppure essere ringraziato, io sono fatto così, portato al sacrificio. Ora, scherzi a parte, farei notare a chi di dovere, che se si vuole che si mantengano i consumi occorre che la gente guadagni, non solo che lavori. Certo, è giusto che una cosa dipenda dall’altra, ma se il lavoro non garantisce una retribuzione adeguata, il problema non si risolve , visto che non si può consumare a sufficienza comunque. Adeguata, questo è il punto focale, sarebbero da ridiscutere i termini retributivi di milioni di persone per capire chi guadagna troppo e chi troppo poco.



Occhio ai piedi, il pavimento e coperto da sogni infranti!


Sono i pezzi acuminati dell’american dream, il sogno americano nel quale tutto é possibile e c’è una montagna d’oro per chiunque la voglia veramente, il premio per chi arriva per primo, e questo è il trucco. In america,USA,tutti hanno la possibilità di avere successo, di partecipare alla corsa, è solo questione di volontà e coraggio, e se non vinci la colpa è della tua pigrizia o vigliaccheria. Ma davvero le regole sono uguali per tutti? O molti sono già perdenti in partenza? In una gara solo uno arriva primo, e il secondo è solo il primo dei perdenti. E questi perdenti dove sono? Chi sono? Chi racconta le loro storie? Silenzio.