La maggior parte delle padrone di casa lo ignora e se possibile lo nasconde alla vista; motivo? E' un brutto oggetto, di colore e forme non adeguate al resto dell'arredamento, scelto con cura in tutti i più piccoli particolari.
Stiamo parlando del calorifero, ovvero l'oggetto che, una volta entrato nelle case ci ha liberato dalla schiavitù di stare tutti intorno ad una stufa per godere di un qualche tepore; infatti il suo nome, in greco, significa "portatore di calore".
Vediamo come funziona, per evitare di fare errori madornali nella sua gestione.
Il calorifero fa parte di
un circuito idraulico il cui compito è di far circolare acqua calda prodotta da una caldaia a tutti i locali che si intendono riscaldare; a questo scopo nel circuito idraulico (tubi in rame isolato termicamente), si inserisce un calorifero, almeno uno per ogni locale, il cui compito è di trasferire il calore dall'acqua all'ambiente da riscaldare. Per poter realizzare al meglio le sue funzioni, il calorifero, in una determina unità di tempo (ad es. 60 minuti) deve poter cedere al locale la stessa quantità di calore che quel locale perde, attraverso muri e finestre, nella stessa unità di tempo. Questo significa che il calorifero deve avere dimensioni adeguate ( maggiore superfice per erogare maggiore quantità di calore) ma che deve poter lavorare al meglio delle proprie prestazioni.
L'acqua in uscita dal calorifero, necessariamente ad una temperatura inferiore a quella che aveva all'ingresso del calorifero, torna alla calderina che provvede, se necessario, a riportarla alla temperatura di esercizio.
Per capire come un calorifero trasferisce il calore dall'acqua all'ambiente, potete fare un piccolo esperimento.
Prendete un bacchetto di incenso, accendetelo e agitatatelo all'altezza del pavimento davanti ad un calorifero in funzione, a circa mezzo metro di distanza dal calorifero stesso.
A questo punto osservate il comportamento del fumo che avete prodotto.
Immancabilmente il fumo si dirigerà verso il calorifero, lo lambirà in tutta la sua altezza, acquistando velocità e poi proseguira la sua corsa verso il soffitto. Con le condizioni di luci giuste, potrete osservare che il fumo, dopo aver lambito una parte del soffitto ritorna verso il pavimento per dirigersi ancora una volta verso il calorifero.
Questo esperimento è anche un test dell'efficenza del vostro impianto di riscaldamento.
Se il fumo riesce ad arrivare alla parete opposta a quella dove è collocato il calorifero, questo significa che siete nelle condizioni ottimali. Se il fumo ( l' aria che lo veicola) non riesce nemmeno ad arrivare al soffitto e arrampicatosi a fatica lungo i vetri, torna in basso, non ci siamo: la quantità di calore che il calorifero è in grado di cedere all'ambiente è insufficente per garantirne il confort termico.
E a questo punto dovrebbe partire una vostra ricerca per scoprire che cosa non va.
Se avete un copri calorifero o qualunque altra diavoleria escogitata per far sparire alla vista l'innocente calorifero, eliminatelo e rifate l'esperimento.
Lo stesso consiglio, se vi trovate nelle condizioni negative segnalate nel precedente post di Economia Domestica.
Sono pronto a scommettere che eliminati gli errori di utilizzo, le cose andranno meglio.
Quello che avete visto con questo esperimento è il fenomeno dei moti convettivi, uno dei tanti trucchi ( e neanche l'unico) con i quali la natura distribuisce il calore da zone calde a zone più fredde, tra l'altro all'origine dei venti e delle correnti marine.
La spiegazione di quello che avete visto è che l'aria (l'acqua) calda è più leggera dell'aria (acqua) fredda.
E ora tocca a voi, per verificare se avete compreso l'oggetto di questa chiacchierata, rispondete a questa domanda:
In qualunque stagione, chi sarà più freddo: il pavimento o il soffitto?
Perchè i vigili del fuoco che operano negli aeroporti indossano tute argentate?
La spiegazione è che un oggetto caldo (in questo caso un aereo in fiamme) emette energia termica sotto forma di luce. Una superficie a specchio riflette questa luce e il calore ad essa associato; pertanto così protetto il vigile si può avvicinare incolume anche a roghi molto intensi.
La luce che emettono corpi caldi a temperatura ambiente non è visibile ad occhio umano ma è visibile agli occhi di un serpente a sonagli che sono sensibili a questo tipo di radiazione luminosa, definiti raggi infrarossi.
Pertanto un serpente a sonagli al buio vede bene un topolino vivo che , in quanto caldo, emette radiazioni infrarosse ma non è in grado di accorgersi della presenza un topino morto e freddo.
Anche termosifoni, stufe, caminetti, una volta accesi, emettono energia sotto forma di radiazioni infrarosse che si comportano con le stesse regole della luce.
Lasciare libero alla vista un corpo riscaldante è quindi importante per sfruttare al meglio la sua capacità di trasportare a distanza il calore, per irraggiamento.
Questa è la spiegazione del consiglio di non ostruire alla vista i caloriferi e di sistemare un pannello argentato sulla parete a cui sono appoggiati.
Se una superficie lucida e argentata respinge il calore quale è il colore di un oggetto che favorisce l'assorbimento delle radiazioni infrarosse e della luce visibile e quindi ne facilita il riscaldamento?











