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Riciclo dei rifiuti San Paolo entra in alta classifica. Intervista del Sindaco Fausto Gardoni, Bresciaoggi 21 aprile 2008


Ma l’ulteriore salto in avanti nella percentuale di differenziata è stata consentita dall’introduzione, di concerto con la multiutility «Coges», una controllata da «a2a», della raccolta porta a porta dell’«umido» ogni 15 giorni.

«Il nostro obiettivo però - prosegue il sindaco - è quello di arrivare a un 70% di differenziata: sarà possibile solamente introducendo in ogni casa i compost, contenitori in cui buttare avanzi di cibo e tutti i prodotti biodegradabili che si trasformano in concime». Lo stesso assessorato provinciale all’Ambiente, nel nuovo Piano rifiuti ha previsto 800 mila euro di sgravi fiscali per tutti quei municipi che adotteranno la raccolta differenziata degli scarti decomponibili, da consegnare però, attraverso la multiutility di riferimento, alla «Ecopol» di Bagnolo Mella. "

Il sindaco ha anticipato un po’ i tempi, si è fatto pubblicità con alcuni mesi di anticipo. La raccolta dell’umido a San Paolo, non è ancora entrata in funzione. L’Ing. della Coges, contattato telefonicamente, mi ha detto che stanno studiando il modo per sensibilizzare la cittadinanza di San Paolo nei confonti della differenziazione dell’umido.

Introdurre la raccolta differenziata dell’umido è un’ottima cosa. I GRILLI DELLA BASSA si mettono a disposizione nell’attività di sensibilizzazione della cittadinanza.

La raccolta sarà gestita dalla Ecopol di Bagnolo Mella. L’umido verrà utilizzato per produrre compost.


Le materie prime per il Compost di qualità sono gli avanzi di cucina raccolti in maniera differenziata, gli sfalci verdi, le ramaglie e le potature, le cortecce, provenienti da utenze domestiche o da grandi utenze (mense e ristoranti) e dalla manutenzione ordinaria del verde pubblico e privato.

Il compostaggio è il processo attraverso il quale gli scarti organici biodegradabili vengono trasformati in compost, un fertilizzante che può essere adoperato per la concimazione di campi, orti e giardini.

Il processo industriale di compostaggio controllato, se ben condotto, è in grado di rispondere a due requisiti fondamentali:
1) si realizza in tempi brevi con consumi energetici relativamente bassi;
2) garantisce l'ottenimento di un prodotto finale che non ha controindicazioni per l'impiego
agricolo e possiede un buon valore fertilizzante. Nell’anno 2005 sono stati censiti 284 impianti per la produzione industriale del compost.

La distribuzione degli impianti di compostaggio sul territorio non è ancora omogenea; gli impianti sono concentrati nel Nord Italia (72,2% degli impianti dislocati) dove vengono trattate circa 1.5000.000 tonnellate all’anno solo nelle regioni Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

L’impiego del compost ha trovato sbocco soprattutto nell’agricoltura di tipo estensivo ma viene comunemente adoperato anche nella produzione e vendita di terricci per il giardinaggio.
Più del 50% del compost prodotto viene impiegato nelle aziende agricole che lo adoperano in modo massiccio in sostituzione della tradizionale pratica della letamazione, oggi scomparsa in gran parte d’Italia.

La Provincia di Brescia, ha dichiarato che il compost svolgerà un ruolo decisivo nella lotta alla desertificazione della Pianura Padana. Ricordiamo che l’Unione europea ha chiesto all’Italia di dichiarare desertificata tutta la Pianura padana per la troppo alta presenza di azoto e fosforo, conseguenza degli scarichi degli allevamenti e delle concimazioni azotate. Le presenze di nitrati e fosfati che si aggiungono alle concimazioni chimiche alimentano le coltivazioni ma non apportano materiale organico che anzi viene asportato ogni anno dai vegetali. Succede così che l’humus diminuisce e quando arriva sotto la percentuale dell’un per cento si arriva alla soglia della desertificazione...L’utilizzo del compost, fonte di materiale organico, contribuirà a rallentare tale fenomeno.

Il compost venduto agli agricoltori ha un prezzo molto basso: non supera i 5 euro/m3 e talvolta
viene ceduto anche gratuitamente. Il compost destinato alla concimazione di orti e giardini, è un prodotto di maggior qualità ed ha pertanto un costo molto più elevato; una volta miscelato con altri prodotti, viene venduto direttamente dall’azienda produttrice al cliente finale in sacchetti da 10-20 o 50 litri al minuto ad un prezzo di 25 euro/m cubo oppure viene acquistato dai produttori di terricci per florovivaismo ad un costo che varia da 7 a 12 euro/m cubo.(Fonte: Agenzia Energetica della Provincia di Livorno).

Tra i vantaggi della fertilizzazione organica, e quindi del compost, c’è anche il contributo alla riduzione dei gas serra responsabili dei mutamenti climatici. Infatti, la materia organica presente nel terreno permette di trattenere al suolo il carbonio evitando che venga disperso in atmosfera. Secondo l’autorevole parere del Prof. Sequi, dell’Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante del Ministero delle Risorse Agricole e Forestali, Membro del Comitato Scientifico di APAT “basta uno 0,14% di materia organica in più nei terreni agricoli per trattenere al suolo una quantità di carbonio pari alle emissioni italiane di un anno”.

L’analisi dei dati relativi alla produzione di Rifiuti Urbani e dei risultati delle Raccolte Differenziate in provincia di Brescia dimostra come sia ancora limitato il numero di Comuni impegnati nella separazione dell’umido domestico (solo 38 su 206 Comuni nel 2006, valore addirittura in diminuzione rispetto a quello rilevato nel 2005).

Dalla Proposta di Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti della Provincia di Brescia : ”L’art. 181 del nuovo D.Lgs. 152 del 2006 recante Norme in materia ambientale prevede che le pubbliche Amministrazioni favoriscano la riduzione dello smaltimento finale attraverso:
1) il riutilizzo, il reimpiego e il riciclaggio;
2) le altre forme di recupero per ottenere materia prima secondaria dai rifiuti;
e promuovano campagne di informazione e tutte le altre iniziative utili al fine di favorire ed incrementare le attività di riutilizzo, di reimpiego e di riciclaggio e l’adozione delle altre forme di recupero dei rifiuti, promuovano e stipulino accordi e contratti di programma con i soggetti economici interessati o con le associazioni di categoria rappresentative dei settori interessati, al fine di favorire il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti.
L’Unione delle Province d’Italia (UPI) e il Consorzio Italiano Compostatori hanno siglato, il 13 giugno 2006, un accordo di programma con la finalità di favorire la raccolta ed il trattamento delle frazioni organiche dai Rifiuti Urbani, agro-industriali e agricoli tramite il processo di Compostaggio in impianti aderenti al CIC.


Non è stato ancora raggiunto, a livello provinciale, il valore del 35% (previsto per il 2003) di Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani,

finalizzata all’effettivo riciclo e recupero di materia, come previsto dal D.Lgs. 22/97 e confermato dalla L.R. 26/03.
L’attivazione del servizio di separazione della frazione organica per la produzione di Compost di qualità rappresenta uno degli elementi decisivi per il miglioramento dei risultati della Raccolta Differenziata.
E’ obiettivo prioritario del nuovo Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti creare un mercato per il Compost di qualità prodotto nell’impianto di Piano provinciale (autorizzato al trattamento di circa 35.000 t di organico all’anno, dalle quali ottiene circa 9.000 t anno di Compost), coinvolgendo aziende leader del settore agricolo che si impegnino ad acquistarlo ad un prezzo prestabilito.

Il ricavo derivante dalla valorizzazione del Compost dovrà essere ripartito tra i Comuni che avranno attivato il servizio di separazione dell’umido domestico, offrendo in tal modo alle amministrazioni comunali una reale alternativa di tutela ambientale e risparmio economico.

Le informazioni ottenute dal gestore dell’impianto di compostaggio confermano che la raccolta porta a porta dell’umido domestico è in grado di assicurare una minor presenza di impurezze nel materiale raccolto, garantendo una produzione di Compost di miglior qualità.

Le aziende che hanno adottato la modalità stradale di raccolta hanno motivato questa scelta con la volontà di agevolare gli utenti nel conferimento del rifiuto. Attraverso il cassonetto stradale l’utente può disfarsi del rifiuto quando vuole, nei giorni e negli orari che preferisce, compatibilmente con le proprie abitudini e i propri impegni. Tuttavia, ammettono le aziende, le rese sono sicuramente inferiori a quelle che garantisce il porta a porta.

Le percentuali elevate di raccolta sono invece alla base della scelta del porta a porta, che sempre più spesso viene adottato per tutte le categorie di rifiuto. E’ il caso dei Comuni aderenti al Consorzio del Priula, dove vengono raccolte con il porta a porta cinque tipologie di rifiuto: indifferenziato, differenziato, multimateriale, carta, umido, verde; la raccolta viene effettuata sia presso le utenze domestiche che presso quelle collettive.

L’attuale tendenza vede la raccolta porta a porta sostituire progressivamente quella con i cassonetti stradali; risulta infatti più efficace in termini di quantità e qualità dei materiali differenziati e, nella maggior parte dei casi, anche più conveniente in quanto il maggior costo legato alla tipologia di raccolta viene bilanciato e talora anche abbattuto dalla diminuzione dei costi di smaltimento in discarica. Rispetto al sistema stradale questa metodologia determina una maggiore personalizzazione e responsabilizzazione degli utenti". SOLO CHI INQUINA PAGA.


L’unica amministrazione che va controcorrente, è quella orceana, che ancora sostiene a parole senza i fatti, che la raccolta differenziata tramite cassonetti, sia la scelta economica e ambientale migliore.

Andiamo a vedere cosa la gente butta nei cassonetti. SONO CONTRADDETTI TUTTI I GIORNI DA TUTTI.

Il Piano provinciale del 1994 prevedeva cinque impianti per la produzione di Compost dalla
frazione organica raccolta presso utenze domestiche e dalle grandi utenze (ortomercati,
punti di ristorazione collettiva):

- impianto Agribiofert di Orzinuovi (1996-2002) – potenzialità 10.000 t
- impianto Ecopol di Bagnolo Mella (1996-2002) – potenzialità 25.000 t
- impianto Coges di S. Gervasio (1996-2002) – potenzialità 15.000/25.000 t
- 1 impianto in zona Sud e 1 in zona Est (per un totale di 30.000 t autorizzate) da
realizzare nel periodo 1998-2002

Oggi l’unico impianto in esercizio, di quelli previsti dal Piano, è l’impianto Systema (Ex- EcoPol) di Bagnolo Mella, con una potenzialità annua pari a circa 35.000 t.

Precisazione sulla Coges S.p.A.: l’A2A possiede il 35% dell’azienda e occupa il ruolo di Direttore Tecnico dell’azienda.

Fonti:

http://www.agoramagazine.it

Provincia Di Brescia

Coges

Comunicazione sulla Strategia per il Suolo, emanata da parte della Commissione Europea.

APAT

Agenzia energetica della Provincia di Livorno

Provincia di Brescia – Proposta di Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti

www.rifiutilab.it

www.ambienteeagricoltura.it/numeri/articoli_numero5/lotta.desertificazione.pdf

www.acquistiverdi.it/images/stories/documenti/Speciali/speciale_settembre_2007.pdf




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ritratto di Daniele Bassini
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Concordo con "I GRILLI DELLA BASSA si mettono a disposizione nell’attività di sensibilizzazione della cittadinanza". Invierei una lettera all'amministrazione sulla nostra disponibiltà.
Per Orzinuovi solito problema, è il caso dipeparare un'intervista a Orceania...di domande ce ne sono...

 
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ritratto di Gianfranco
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Ho parlato con il Sindaco. A suo dire, ci vorranno circa sei mesi, prima che la raccolta differenziata dell'umido possa iniziare. Ho comunicato la nostra disponibilità nell'attività di sensibilizzazione.

 

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ritratto di Gianfranco
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